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Commedia comico grottesca di Aldo Cirri
Regia di Eugenio Patanè

Una notte buia e tempestosa, un castello arroccato su un’altura nel Paese   più settentrionale del Regno Unito, la Scozia. All’interno delle mura   di proprietà della ricchissima e nobile famiglia McKinley, dodici personalità comico – grottesche prendono vita, mano a mano che un narratore signorile racconterà al pubblico la loro storia.
L’anziano capostipite, il barone  sir Arthur, dopo aver nascosto un misterioso tesoro di cui parenti   e frequentatori del castello vorrebbero impossessarsi, viene assassinato crudelmente. La polizia comincia a indagare sull’omicidio, ma i lati oscuri sembrano molti. Tra candelabri, stendardi e uccelli impagliati, gli strampalati personaggi di “Delitto al Castello” di Aldo Cirri, mostreranno le loro fragilità e le loro inquietudini; i vizi, le integrità, e financo le loro private svariate avidità. In scena, oltre sir Arthur, vedremo la figlia Lorna e il suo fidanzato Anthony; la terza moglie di sir Arthur,
Lady Elizabeth e il suo amante, il dott. Bladstone; e ancora, il maggiordomo; la governante; due bellissime fanciulle; l’amministratrice dei beni del castello, Mrs. Paperblack; il commissario e un agente di polizia. Gli ingredienti di un giallo per la scena ci sono tutti: un caso da risolvere, i tentativi di comprendere l’enigma per trovare il colpevole, la risoluzione finale del delitto. Trattasi però di una commedia di genere brillante pertanto vivace nell’intreccio, ma leggero nei contenuti. Il grottesco però predomina, rendendo irresistibili i numerosi e bizzarri personaggi di una spassosa commedia ambientata fra le caratteristiche sonorità di una lontana, antica e sempre suggestiva Scozia.              

Chi sarà dunque l’assassino? Un uomo? Una donna?
Forse come direbbe qualcuno: Morto Abele, siamo tutti Caino.
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